CARA ANSIA, ACCOMODATI.
- 29 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 29 nov 2025
Articolo a cura della Dott.ssa Cecilia Vaccarino - psicologa psicoterapeuta
"All’improvviso il cuore accelera, il respiro si fa corto, le mani sudano, la testa gira. Senti un nodo in gola e la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere, anche se intorno a te nulla sembra minaccioso. È come se il corpo fosse pronto a fuggire o a combattere, ma non ci fosse alcun pericolo reale. "
Questa è l’esperienza che molte persone descrivono durante un attacco d’ansia...
"può capitare in diversi frangenti: quando scende la sera, nel bel mezzo della notte, in mezzo alla gente, al supermercato, in uno spazio aperto o, al contrario, in uno spazio molto piccolo."

A prescindere dalla specifica situazione le risposte all'ansia sono sempre le stesse:
"Meglio evitare la situazione!" Se proprio non posso farne a meno chiedo di essere accompagnato, cerco di non stare da solo" e "cerco di mantenere il controllo".
Alla fine "Mi sento stanco, schiavo di me stesso, dipendente dagli altri, talvolta fino a sentirmi un peso, talvolta mi sento stupido e mi giudico. Non mi sento capito, sento che gli altri sottovalutano il mio problema, le mie relazioni risentono del mio disturbo e si incrinano..."
Emergono vissuti di tristezza, rabbia, frustrazione nel non riuscire a risolvere la situazione.
Come te, moltissime persone soffrono di un disturbo d'ansia: in questo ultimo anno il consumo di ansiolitici è aumentato moltissimo. Sebbene i farmaci possano essere un valido aiuto, non sono sufficienti a risolvere la radice del problema che spesso si nasconde dietro al sintomo.
L'ansia infatti, come tutti i sintomi, è un segnale che il nostro corpo ci manda per segnalare la presenza di un bisogno che non stiamo ascoltando adeguatamente. Ecco perchè dobbiamo accoglierla come una parte di noi tanto sconosciuta quanto preziosa.
Vediamo quali sono alcuni strumenti da utilizzare per iniziare ad affrontare l'ansia.
1. Non scacciare l'ansia! Più cerchi di evitarla, più urlerà per farsi sentire... come un bambino bisognoso di attenzione.
2. Concentrati sul respiro per alcuni minuti, prolungando le espirazioni... questo ti aiuterà a portare l'attenzione sul momento presente e a ridurre la tachicardia.
3. Dialoga con te stesso e rassicurati sul fatto che l'ansia è un fenomeno passeggero: come una perturbazione atmosferica, così come è arrivata, andrà via.
4. Non cercare di distrarti, stai nel disagio e abbi fiducia che passerà.
5. Inizia a tenere un diario delle circostanze in cui si presenta (dove eri, cosa pensavi, cosa stavi facendo, cosa hai fatto poco prima, ...)
6. Chiedi aiuto a uno psicoterapeuta che ti aiuterà a decifrare questo segnale, in modo che il corpo non abbia più bisogno di "urlare".
7. Non aspettare troppo tempo a chiedere aiuto: più i meccanismi legati all'ansia si rinforzano (es. l'evitamento di situazioni ansiogene, la dipendenza dall'aiuto degli altri, ecc...), più è difficile smantellarli.
Se non riesci a chiedere aiuto, chiediti che cosa te lo sta impedendo. Le resistenze al cambiamento sono un fenomeno normale e possono essere superate.

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