LA RABBIA NEI BAMBINI E NELLE BAMBINE: E' SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG.
- 10 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 29 nov 2025
Articolo a cura della Dott.ssa Giulia Santagata - psicologa
La rabbia è una delle emozioni di base con un significato evolutivo importante: attivarci per proteggerci da una minaccia percepita, da qualcosa o qualcuno che ci ha fatto del male. Essa infatti fa parte del sistema di “lotta o fuga o congelamento” che ci ha permesso, e ci permette ancora oggi, di sopravvivere.

Quando si percepisce una minaccia però, il cervello che reagisce fa “saltare” il cervello che pensa, per cui le reazioni corporee prendono il sopravvento sulla nostra parte razionale. A differenza di altre emozioni la rabbia è quindi considerata come “negativa”, qualcosa da eliminare o nascondere perché spiacevole e non desiderabile nella nostra società. Certamente quando è eccessiva può causare problemi!.
Nel caso dei più piccoli e delle più piccole quando la rabbia si manifesta verso l’esterno, viene sovente considerata come una mancanza di educazione (giudizio negativo che ricade sui genitori!) o come derivante dalla cattiveria intrinseca del bambino o della bambina.
Sovente si parla della rabbia utilizzando l’immagine del vulcano, ma può essere utile guardare alla rabbia come la “punta dell’iceberg”, sotto la cui superficie si muove altro. Essa infatti trae origine da altre emozioni e pensieri come la tristezza, la paura, la frustrazione, la vergogna, il senso di colpa, etc.. e per questo andrebbe considerata come un campanello che ci segnala la presenza di un disagio, una fatica, un momento di difficoltà che và accolto e compreso.
E’ importante poi considerare come i bambini e le bambine di oggi siano maggiormente esposti/e alla rabbia e che la società occidentale in qualche modo la favorisce, con i suoi ritmi di vita sempre più veloci ed una tendenza dei media a “sensazionalizzare” la rabbia e le reazioni che ne possono conseguire.
Nonostante sia molto presente nelle nostre vite, c’è la tendenza a pensare che sia un’emozione da non provare e da evitare a priori con la conseguenza che raramente si insegna ai bambini e alle bambine come gestirla. La rabbia è un’emozione che deve essere vissuta, accolta e non negata, e che se si impara a gestire può anche avere risvolti positivi come la spinta al cambiamento e la motivazione.

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